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Suzuki, in arrivo il dispositivo holeshot posteriore per Mir e Rins

Nel primo dei due Gran Premi d’Austria, il costruttore giapponese proverà la nuova soluzione tecnica, già usata da tutti gli altri team e che dovrebbe migliorare le prestazioni dei due bolidi azzurri di almeno 3 decimi di secondo

La MotoGP scalda i motori per la ripartenza. La pausa estiva più lunga del Motomondiale è agli sgoccioli e domenica si torna a fare sul serio in pista. Per la precisione, si corre sul Red Bull Ring per due gare consecutive, che daranno maggiori indicazioni su come si potrà sviluppare la seconda fase del campionato 2021. Si riparte con Fabio Quartararo leader della classifica generale, pronto a difendere con le unghie e con i denti un titolo fortemente voluto sin dalla prima gara. Dietro il francese c’è in connazionale della Ducati Pramac, Johann Zarco, mentre le nostre speranze iridate sono legate a Pecco Bagnaia, che con la sua Desmo potrebbe avere un’ottima chance di rimonta nei GP austriaci. Assente Franco Morbidelli, al cui posto correrà Cal Crutchlow. Torna Pedrosa su KTM, mentre Suzuki vorrebbe provare a tornare nelle posizioni di vertice.

Il malumore della casa giapponese, dopo un inizio di stagione non facilissimo a livello di risultati, è palese. Per questo motivo durante la lunga pausa estiva, Suzuki ha cercato di studiare a fondo le problematiche finora emerse per cercare di trovare una soluzione definitiva. Mir e Rins faticano e non poco a stare con i primi e questo contrasta parecchio con quanto visto nella scorsa annata, quando il numero 36 ha addirittura vinto il Motomondiale con tanti piazzamenti e qualche vittoria. Ma la svolta sembra finalmente essere arrivata anche per il team nipponico grazie all’introduzione, al posteriore, del dispositivo holeshot.

Si tratta di un elemento tecnico introdotto in MotoGP da qualche anno e usato dalla stragrande maggioranza dei team. Uno dei pochi, se non l’unico, a non averlo ancora installato sulle moto dei propri piloti è proprio Suzuki, finalmente corsa ai ripari. Questo dispositivo, per chi non lo conoscesse, permette ai bolidi a due ruote di evitare di impennarsi, specialmente in partenza e dopo le curve alla riapertura del gas. L’holeshot, infatti, schiaccia la forcella così da portare il carico sull’anteriore, favorendo l’aderenza della gomma sull’asfalto. La moto, dunque, si accuccia progressivamente su avantreno e retrotreno, così da abbassare l’assetto, che si recupera in staccata.

L’holeshot, richiesto da tempo da Mir e Rins, verrà inaugurato sul Red Bull Ring nel Gran Premio di Stiria, primo dei due appuntamenti austriaci. Secondo i dati e le previsioni di Suzuki, il miglioramento potrebbe essere notevole, intorno ai 3-4 decimi al giro guadagnati rispetto al recente passato. Soddisfatti i dirigenti e gli ingegneri del team giapponese, come Ken Kawauchi, che a proposito dell’introduzione del dispositivo sulle due moto azzurre ha dichiarato:

“L’introduzione del dispositivo holeshot posteriore aiuterà i nostri piloti a progredire. Questa lunga pausa ci ha permesso di fare un’analisi approfondita e mettere in pratica nuove soluzioni, che speriamo siano efficaci durante la seconda metà della stagione”.

Suzuki, in arrivo il dispositivo holeshot posteriore per Mir e Rins
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