Razlan Razali Yamaha Petronas
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Razali contro Petronas. Spiegato il mancato arrivo di Raul Fenandez

Il numero uno del team cliente di Yamaha si è scagliato senza giri di parole contro quello che dal 2022 non sarà più il main sponsor della squadra. Tra le accuse, il finanziamento nettamente inferiore dato alla MotoGP rispetto alla F1 da parte dell’azienda malese, il cui addio non permetterà di avere al costruttore giapponese il campioncino della Moto2 in squadra

La MotoGP non correrà in questa ultima domenica di ottobre. Lo farà la prossima settimana, quando i bolidi a due ruote più veloci al mondo sfrecceranno sul circuito di Portimao. Una gara che non potrà più dire nulla dal punto di vista del mondiale piloti, in quanto Fabio Quartararo si è già laureato campione del mondo a Misano. Ma potrà dare molto a Pecco Bagnaia per confermare il titolo di vice campione del mondo 2021 e a Ducati per provare a portare a casa il secondo mondiale costruttori consecutivo a casa. Il tutto provando a resistere agli assalti di Yamaha, specialmente del team Factory, dato che quello cliente, Petronas, non è stato protagonista di un’annata indimenticabile, come lo sono state, invece, la 2019 e la 2020. Ma a proposito della squadra malese, bisogna parlare del suo leader, Razlan Razali.

Come noto, il contratto di collaborazione tra Yamaha e Petronas non sarà più in essere a partire dal prossimo Motomondiale. Una situazione piuttosto inaspettata, dato che, come ha spiegato Razali a Speedweek.com, le contrattazioni si erano aperte qualche mese fa, con l’azienda malese che aveva fatto un’offerta a ribasso, rifiutata dalla squadra:

“Avevamo un accordo triennale con scadenza 2021 e stavamo negoziando un nuovo contratto, tant’è che lo scorso giugno mi avevano fatto un’offerta con meno soldi. E ho risposto negativamente, chiedendo un leggero rialzo del budget”.

Tra le ragioni, poi, che hanno spinto Razali a scagliarsi contro Petronas pubblicamente c’è la netta differenza di budget messa a disposizione per MotoGP e Formula 1 dall’azienda malese:

“Il coinvolgimento di Petronas in F1 con Mercedes costa molti più soldi. E non si trattava né di risultati sportivi o di soldi, ci davano meno del 5% di quello che versano al progetto Formula 1,e neppure di piloti, dato che avevano accettato anche Valentino Rossi”.

Una situazione, dunque, che non ha nemmeno permesso alla squadra di Razali di concludere una trattativa ben avviata: quella per portare Raul Fernandez dalla KTM della Moto 2 al proprio team di MotoGP:

“Noi e la Yamaha eravamo disposti a pagare la clausola d’uscita dal contratto di Fernandez, ma la cifra è salita sempre di più. L’addio dello sponsor Petronas, poi, ha reso impossibile questo piano. Abbiamo provato in tutti i modi a prendere Raul Fernandez, ma poi abbiamo dovuto desistere”.

Insomma, Razali ne ha davvero per tutti se si parla del rapporto concluso con Petronas. Dal prossimo anno la sua squadra prenderà il nome di RNF Racing, con la coppia di piloti Andrea Dovizioso-Darryn Binder, fratello di Brad.

Razali contro Petronas. Spiegato il mancato arrivo di Raul Fenandez
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