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Protocollo Formula 1, previsti cambiamenti in ogni fase del Gran Premio

Molti momenti pre e post gara, come il podio o la sfilata dei piloti, saranno modificati o, addirittura, cancellati per seguire i rigidi dettami del protocollo sanitario messo a punto dalla FIA

Il Coronavirus è stato il protagonista di questi ultimi mesi. Ha radicalmente stravolto i nostri stili di vita. Le nostre abitudini. I nostri progetti. Persino le regole degli sport, che dovranno attenersi a un rigido protocollo specifico, redatto ad hoc per ogni disciplina. Non fanno eccezione i motori, specialmente nel mondo della Formula 1. Tempo fa, Ross Brawn aveva svelato alcuni dettagli che riguardavano la permanenza degli addetti ai lavori presso i circuiti dove si sarebbe corso. Ora sono stati resi noti altri particolari, che cambieranno faccia ai Gran Premi così come li conosciamo.

Partiamo dalla fine. Quando finisce una gara, si sa, c’è il rito del podio. I primi tre piloti vengono portati sul palco per essere premiati con tanto di coppa, inno nazionale e doccia di champange. Bene, per quest’anno dovremo accantonarli. Il protocollo, infatti, prevede che la procedura non possa avvenire come in precedenza e si sta elaborando un piano alternativo. Ad esempio, si potrebbero allineare le auto in pista con i conducenti davanti alle vetture, senza persone nelle vicinanze che possano consegnare i trofei o intervistare i piloti. Il tutto, però, andrà quantomeno spettacolarizzato per presentarlo in TV.

Anche i baby piloti dovranno accontentarsi di far parte dello spettacolo virtualmente. Per loro, infatti, non sarà possibile essere presenti fisicamente, come succedeva prima del Coronavirus. Il protocollo, però, permetterà loro di inviare dei messaggi di testo, vocali o video che saranno trasmessi durante l’evento e in televisione, per arricchire il pre-gara di contenuti.

Neanche il momento della sfilata dei piloti sarà più attuabile. Sia per l’assenza di pubblico sugli spalti, il che rende già di per sé vano l’evento. Sia per la rigidità del protocollo sanitario messo a punto dalla FIA. Non sarà, infatti, possibile mettere 20 piloti sul retro di un camion per poter fare un giro intero di pista. L’alternativa potrebbe consistere in una tornata di interviste prima della gara. Forse, davanti ai garage di ogni scuderia, secondo l’ultima idea di Brawn.

Infine, c’è da considerare la miriade di norme messa a punto per gli spostamenti dell’intero circus. Secondo il protocollo, i viaggi saranno limitati, al pari degli spostamenti, e saranno il più possibile isolati. Si useranno solo voli privati charter, con raggiungimento immediato del sito di gara. Inoltre, tutti i partecipanti dovranno sottoporsi a test sierologici entro le 72 ore dalla partenza. Nel circuito, invece, gli addetti ai lavori saranno sottoposti al tampone e, una volta ammessi, dovranno rispettare un rigido codice di condotta.

La speranza di Liberty Media, comunque, è quella di non rinunciare allo spettacolo e che sia solo un’eccezione per il mondiale 2020. Il tutto nonostante un protocollo più che mai intransigente in materia di COVID-19.

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