Senza categoria

Pedrosa correrà in Austria. Suzuki delusa dalla prima parte di stagione

Il collaudatore della KTM torna a gareggiare in MotoGP come Wild Card nel primo dei due weekend consecutivi in Austria: il GP di Stiria. Il capo progetto del team giapponese tira le somme di quanto fatto finora dai due bolidi azzurri

L’attesa per il ritorno in pista della MotoGP si fa sempre più spasmodica. Sono davvero tante le questioni aperte e che animeranno la seconda parte di stagione dopo la lunga pausa estiva di 6 settimane. Specialmente in vetta alla classifica piloti, laddove Fabio Quartararo non vede l’ora di riprendere a correre verso un titolo mondiale che sembra quanto mai appartenergli. Tutto salvo imprevisti, come ce ne sono stati in Catalogna e a Jerez de la Frontera. Ma quando sta bene, El Diablo è praticamente imbattibile in questo 2021. Proveranno a mettere il bastone tra le ruote al francese sia il connazionale Johann Zarco che il nostro Pecco Bagnaia. Il tutto a partire dal GP di Stiria del weekend dell’8 agosto. Qui ci sarà anche un gradito ritorno, reso ufficiale in queste ore dal diretto interessato: Dani Pedrosa.

L’ex pilota della Honda, infatti, torna in pista dopo circa 1000 giorni da quando dichiarò il suo ritiro dalle corse. Una suggestione che si percepiva come possibile anche nelle scorse settimane e divenuta finalmente realtà. Pedrosa guiderà sul circuito del Red Bull Ring una KTM RC16, della quale è collaudatore dal 2019. Obiettivo di quello che è a tutti gli effetti un test più che probante è lo scendere in pista con una versione in pieno sviluppo, sia elettronico che dal punto di vista del telaio, per raccogliere dati interessanti in vista del 2022. La curiosità di rivedere Pedrosa in pista è tanta e non solo per addetti ai lavori e appassionati, ma soprattutto per il centauro iberico in persona:

“È passato molto tempo dalla mia ultima gara e ovviamente la mentalità per un Gran Premio è molto diversa da quella di un test. Il mio obiettivo per il GP è quello di provare le cose che abbiamo sulla moto in una situazione di gara. Desidero capire le richieste che i vari piloti potranno avere nell’arco delle diverse sessioni come anche le caratteristiche tecniche”.

L’entusiasmo scatenato dal fatto che Pedrosa torni a godersi una gara ad alti livelli contrasta nel paddok con il sentimento di lieve delusione in Suzuki. La moto che ha permesso nel 2020 a Joan Mir di vincere il Motomondiale piloti, infatti, non sta rispettando le aspettative quest’anno. A commentare lo stato di forma non eccellente dei due bolidi giapponesi è Shinichi Sahara, capo progetto di Suzuki. Queste le sue parole a motogp.com

“I numeri che vediamo al momento non riflettono il nostro vero potenziale. Nel complesso siamo migliorati, ma certo hanno fatto lo stesso anche i nostri rivali, quindi non è facile mantenere un certo livello. I nostri ingegneri stanno lavorando duramente per ricucire il gap, o meglio per sviluppare qualche nuovo aggiornamento”.

Pedrosa correrà in Austria. Suzuki delusa dalla prima parte di stagione
To Top