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Lorenzo sì, Lorenzo no: la pandemia frena il ritorno dello spagnolo in pista

La pausa forzata per il Coronavirus, rallenta il rientro in MotoGP del pilota maiorchino con il team Petronas. Per lui era pronta anche una wild card per correre il GP di Catalogna

Mentre il Coronavirus tiene la MotoGP ai box, permettendo solo corse virtuali, a tenere viva l’attenzione sul Motomondiale è il mercato piloti. Molti team, infatti, cercano di non farsi trovare impreparati per affrontare al meglio un’eventuale ripartenza. Di questa, però, ancora non si conosce la data, per quanto gli addetti ai lavori vedano di buon occhio il periodo compreso tra agosto e settembre. Un discorso che gela gli entusiasmi di Jorge Lorenzo.

L’ex compagno di Marquez in Repsol Honda, infatti, aveva optato per il ritiro al termine della scorsa stagione. Questo perché non provava più buone sensazioni nel guidare una MotoGP. A confermarlo sono stati gli scarsi risultati ottenuti nel mondiale 2019, che non lo hanno mai visto competitivo almeno per giocarsi le posizioni di testa. Da qui, l’amara decisione di Lorenzo di farsi da parte e abbandonare il mondo delle corse.

Ecco, però, il colpo di scena. Il team satellite di Yamaha ufficiale, infatti, ha scelto di puntare proprio su Lorenzo. Sono stati i buoni rapporti tra il Managing Director del costruttore giapponese, Lin Jarvis, e il pilota spagnolo a far sì che quest’ultimo cambiasse idea sul ritiro e tornasse in sella a una MotoGP. Non solo da collaudatore, sia chiaro: era pronta una wild card per il Gran Premio della Catalogna di quest’anno.

La sorpresa maggiore, però, sta nel retroscena della scelta. Inizialmente, infatti, il team malese aveva deciso di puntare su Johann Zarco. Il centauro francese si era stufato di correre per KTM nel corso dell’anno passato. Da qui la disponibilità del transalpino a intavolare una trattativa con Petronas. L’annuncio del ritiro di Lorenzo, però, ha immediatamente ribaltato le carte in tavola, come ammesso dallo stesso Jarvis alla Gazzetta dello Sport:

“Ci abbiamo messo pochi minuti. La nostra è una lunga relazione, ha passato 9 anni con noi. E anche dopo l’addio siamo sempre rimasti in contatto, si era creata un’amicizia. Quando si è ritirato non mi ha sorpreso, quindi perché non provarci? Parlavamo con Zarco, ma la trattativa si era fermata, e abbiamo sempre desiderato avere un buon collaudatore”

Trattativa lampo, dunque, che sembrava aver concesso all’esperto Lorenzo una seconda possibilità. Peccato, però, che tra le ruote del pilota maiorchino ci si sia messa la pandemia. Infatti, il programma del nuovo sodalizio è stato momentaneamente sospeso, come confermato da Jarvis:

“Potrebbe essere un’altra soluzione per il team Petronas o altri, con noi ha un contratto di un solo anno. Il test a Sepang era servito a fargli ritrovare la Yamaha e certi automatismi, avrebbe dovuto farne un altro in Giappone ma è stato cancellato. Anche lui è confuso: diventa difficile decidere se tornare a correre senza girare. Non sappiamo nemmeno se in questa stagione le wild card saranno permesse”

Lorenzo sì, Lorenzo no: la pandemia frena il ritorno dello spagnolo in pista
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