Iannone
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Iannone squalificato per 4 anni. Dovizioso tornerà solo con un progetto ambizioso

Il pilota di Vasto è stato squalificato per 4 anni dal TAS di Losanna per doping. Una pena ancor più pesante rispetto ai 18 mesi di stop iniziali inflitti dalla FIM. Il ducatista, invece, valuta il rientro solo con progetti che possano rilanciarlo in MotoGP

La MotoGP è pronta a tornare in pista nel weekend. Dopo l’appassionante GP d’Europa, vinto da Joan Mir, si correrà la seconda gara consecutiva a Valencia e per lo spagnolo della Suzuki arriva il primo match point. Qualora il pilota iberico dovesse precedere Alex Rins e Fabio Quartararo sul traguardo o perdere meno di 12 punti dai due, sarebbe matematicamente campione del mondo. Un risultato che a inizio stagione era difficilmente pronosticabile, ma l’infortunio di Marc Marquez ha ribaltato ogni previsione. A proposito, ora è ufficiale. L’otto volte campione del mondo tornerà in sella alla sua Honda HRC solo nel 2021. Un ritorno atteso da molti appassionati, che però non avranno modo di veder correre altri due centauri. Parliamo di Andrea Iannone e Andrea Dovizioso.

Una doccia gelata, infatti, è arrivata nel pomeriggio di ieri per il pilota di Vasto. Di recente, sia Iannone che l’Aprilia si erano detti fiduciosi sul possibile esito positivo del ricorso presentato al TAS di Losanna riguardo la squalifica per doping inflitta all’italiano. La prima condanna, arrivata poco meno di un anno fa, parlava di tracce di Drostanolone trovate nelle urine di Iannone. Questo a seguito del GP di Sepang di inizio novembre 2019. La colpa del pilota, secondo la Corte disciplinare FIM, era di aver prestato poca attenzione alla carne consumata: una bistecca avariata che avrebbe contenuto la sostanza dopante. Un’ipotesi che è stata contestata dalla Wada, ossia l’Agenzia Antidoping Internazionale.

Quest’ultima si è appellata proprio al tribunale di Losanna, che ieri si è espresso così, inasprendo la pena da 18 mesi a 4 anni:

“Il Tas non esclude che la violazione antidoping di Andrea Iannone possa essere legata al consumo di carne contaminata da Drostanolone. Ma non avendo potuto fornire alcuna prova convincente sul tipo di carne consumata, né la sua origine, la violazione antidoping non può considerarsi non intenzionale. Quindi viene accolto l’appello della Wada”

Una sentenza gravissima, secondo il legale di Iannone, Antonio De Rensis. Così come è un dispiacere per Aprilia, convinta dell’innocenza del pilota vastese, che ora rimarrà senza moto fino al 2023. Così come è senza sella Dovizioso, sicuramente per il prossimo mondiale. Il ducatista, infatti, non ha rinnovato il proprio contratto con la scuderia italiana e le trattative si sono definitivamente arenate. Una circostanza che obbliga il forlivese a un anno di stop, come da lui stesso ammesso. Ma la porta per il rientro rimane aperta. Infatti, l’italiano ha ricevuto molte offerte da test driver da case che vorrebbero entrare in MotoGP in un breve futuro. Ma la voglia del vicecampione del mondo è quella di correre e non si sta legando con accordi formali a nessuno. Se dovesse arrivare un progetto ambizioso, Dovizioso tornerebbe immediatamente in MotoGP:

“Ho un’immensa passione per le gare e ho ancora l’ambizione di voler correre e lottare per la vittoria. Tornerò quindi in MotoGP se e quando troverò un progetto guidato da altrettanta passione e ambizione e all’interno di un’organizzazione che condivida obiettivi, valori e metodo di lavoro”.

Iannone squalificato per 4 anni. Dovizioso tornerà solo con un progetto ambizioso
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