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Giornalisti, ora è ufficiale: rimarranno fuori dal paddok della MotoGP

Il Coronavirus ha imposto protocolli rigidi anche in MotoGP. Oltre ai tifosi, anche la stampa dovrà rimanere fuori dal paddok, ma si stanno studiando soluzioni alternative

Il Motomondiale scalda i motori. Le prime date del calendario sono state ufficializzate qualche giorno fa. L’entusiasmo dei tifosi è papabile, al pari di quello dei piloti. Ogni centauro ha reagito diversamente di fronte alla notizia della ripartenza a metà luglio. Secondo Andrea Dovizioso, ad esempio, sarà una stagione difficile per il fatto di dover gestire una situazione nuova per tutti. Per Danilo Petrucci, invece, il calendario permette finalmente di iniziare a metabolizzare la nuova circostanza. Gioia e stranezza, dunque, sono le parole chiave. Fa parte della seconda anche la futura assenza dei giornalisti nel paddok.

Il Coronavirus, infatti, impone distanziamento sociale e ingressi contingentati un po’ ovunque. Non fanno eccezione i circuiti dove si correrà in MotoGP. Il protocollo sanitario, come quello stilato per la Formula 1, sarà piuttosto rigido e con molte novità sia in gara che prima e dopo l’evento. Tra le maggiori differenze c’è proprio quella che nega l’accesso dei giornalisti al paddok. Una situazione che salterà sicuramente all’occhio dalle immagini televisive dei Gran Premi.

Insomma, il solito via vai dei giornalisti in pista, corsia box e altre zone degli autodromi ce li dovremo scordare per qualche tempo. Sicuramente per gran parte della stagione 2020, se non tutta. Non si farà alcuna distinzione, di sicuro, nelle due gare che si disputeranno a Jerez de la Frontera a metà luglio. Il circuito, infatti, sarà con accessi off-limits per gli addetti ai lavori, lasciando fuori pubblico e stampa.

Per i successivi Gran Premi, invece, la situazione andrà monitorata passo dopo passo. Ogni Paese, infatti, ha una situazione epidemiologica differente e ci si arriverà in momenti diversi dell’anno. Quindi, non è da escludersi che giornalisti e pubblico, almeno in parte, possano tornare a lavorare e a gustarsi le gare dal vivo. A bordo pista, per permettere alla stampa di lavorare, ci potrà essere solo un gruppo selezionato di fotografi. Il numero massimo, però, sarà contenuto: una dozzina. Anche loro dovranno rispettare i protocolli di sicurezza imposti dall’organizzazione dell’evento.

Al vaglio, comunque, ci sono diverse soluzioni alternative per fare entrare in contatto giornalisti e protagonisti della MotoGP. Il tutto, ovviamente, in maniera virtuale. Si stanno studiando, ad esempio, conferenze stampa via videochiamate, con la possibilità di fare domande direttamente in chiamata o attraverso chat. Nel frattempo, la Dorna ha diramato una nota ufficiale anche per chiarire che si tratta di circostanze straordinarie e, si spera, irripetibili:

“Non ci sarà la stampa al GP a causa della pandemia di Covid. Comprendiamo appieno che si tratta di una battuta d’arresto molto forte, ma siamo soggetti a restrizioni molto severe da parte delle autorità, che ci consentono di tenere gare solo se soddisfiamo queste condizioni. La nostra priorità principale è quella di organizzare nuovamente le gare il più presto possibile”

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