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Europa centro della MotoGP 2020, ma per alcuni è irraggiungibile

Il cuore del Motomondiale sarà l’Europa con ben 13 Gran Premi su un totale previsto di 17, ma c’è chi il Vecchio Continente ancora non può raggiungerlo e Yamaha lancia l’allarme

La crisi pandemica da Coronavirus fa ancora danni. Specialmente in Sud America, negli States e nell’estremo Oriente. In Europa la situazione, invece, è leggermente migliore e la curva dei contagi si sta assestando al ribasso. Questa è la ragione che ha spinto Dorna a puntare sul Vecchio Continente. Soprattutto in chiave calendario. Le prime tappe sono state rese note, con tanto di date e orari. Come per la Formula 1, si è adottata la tattica dei doppi GP dove possibile.

I Gran Premi ufficializzati sinora sono 13 in Europa, con la possibilità di mettere in calendario anche altri 4 eventi fuori dai confini europei. Si parte il 19 luglio in Spagna. Per la precisione a Jerez de La Frontera. Sul medesimo circuito, poi, si farà il bis una settimana dopo: il 26 luglio. Dopo di che, il circus si trasferirà in Repubblica Ceca. A Brno i semafori si spegneranno il 9 agosto. Da lì, la MotoGP volerà in Austria per un doppio appuntamento a Zelweg il 16 e il 23 agosto.

Dopo una pausa di qualche settimana, si ripartirà da San Marino. Il circuito di Misano Adriatico, infatti, ospiterà non uno, ma ben due gran premi consecutivi, il 13 e il 20 settembre. Resta fuori, invece, il Mugello. Il 27 settembre, poi, si torna in Spagna, con il Gran Premio di Catalogna. Ce l’ha fatta per il rotto della cuffia Le Mans in Francia, che ospiterà la MotoGP il weekend dell’11 ottobre. Infine, altri due doppi appuntamenti, entrambi in Spagna. Si comincia con Aragon il 18 e il 25 ottobre e si termina con Valencia l’8 e il 15 novembre.

Ovviamente l’entusiasmo per la ripartenza è grande. Specialmente per i team europei, come Ducati, KTM e Aprilia che potranno limitare gli spostamenti. Il problema, però, sorge per quelle squadre che hanno tecnici e piloti provenienti da fuori Europa. Le attuali norme sui viaggi internazionali per il Coronavirus, infatti, non permettono a parecchi addetti ai lavori di raggiungere i paesi europei. Una situazione difficile, dunque, e che preoccupa molte scuderie.

A lanciare l’allarme è stata soprattutto Yamaha, nella figura di Lin Jarvis. Il Managing Director del team nipponico, infatti, ha voluto sottolineare, non senza ansia, il problema al portale Speedweek:

La più grande preoccupazione della Yamaha al momento è la libertà di viaggio dei membri australiani e giapponesi del team. Loro al momento non possono volare in Europa anche con un test negativo al Coronavirus anche se in Australia ora hanno introdotto un sistema che consente eccezioni per importanti impegni professionali e noi ne faremo richiesta per i nostri tecnici

In ballo per Yamaha, al momento, ci sono ben 10 tecnici. Sette sono giapponesi, 3, invece, australiani. La loro impossibilità di raggiungere l’Europa, al momento, potrebbe avere un riflesso immediato sull’operatività del team in pista.

Europa centro della MotoGP 2020, ma per alcuni è irraggiungibile
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