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Corsa a 3 per il mondiale costruttori. KTM fuori dai giochi per un punto

Se il mondiale piloti di MotoGP è stato consegnato a Mir dopo Valencia, quello costruttori è ancora in gioco. Di seguito una breve guida su come vengono assegnati i punti ai singoli costruttori

La MotoGP sta per tornare nuovamente in pista. Stavolta, però, si tratta della chiusura del Mondiale 2020. Un campionato strano, ricco di sorprese e di piloti diversi che sono arrivati a vincere almeno una gara: ben nove. Miller poteva essere il decimo domenica scorsa a Valencia, ma la grinta di Franco Morbidelli ha prevalso sul traguardo. I primi verdetti, comunque, sono già arrivati. Specialmente per quel che riguarda il mondiale piloti. Con il settimo posto dello scorso Gran Premio, Joan Mir si è portato a casa il primo titolo iridato della massima serie in carriera. Dietro di lui, invece, è ancora bagarre per quel che riguarda le posizioni da podio, specie la seconda. In corsa ci sono diversi piloti, ma al momento il vicecampione del mondo resta Morbidelli. Poi, c’è anche un altro titolo da assegnare: quello costruttori.

Un campionato che viene considerato molto più in Formula 1 che in MotoGP, dove in molti ignorano anche le regole con cui vengono assegnati i punti ai costruttori. Partiamo proprio da qui, per capire come funziona. I punti in classifica ottenuti da un determinato costruttore al termine di un Gran Premio derivano dal punteggio conquistato dal proprio miglior centauro sotto la bandiera a scacchi. Ogni costruttore, poi, ha diversi team, quello ufficiale e quelli clienti, ma solo il miglior pilota di tutti questi viene considerato ai fini dell’assegnazione dei punti. Prendiamo, a titolo esemplificativo, le Yamaha. Sono quattro le moto totali, due del team factory e due del team Petronas. Nel GP di Valencia, il migliore di tutti e due i team è stato Morbidelli, il che ha permesso al costruttore Yamaha di guadagnare 25 punti in classifica costruttori.

Poi, ovviamente, esiste la classifica riservata ai singoli team, a prescindere dal costruttore. Questi, come in Formula 1, guadagnano tanti punti quanti sono quelli ottenuti da tutti i piloti in gara. Per esempio, nel GP scorso, Yamaha Petronas ha ottenuto solo i 25 punti di Morbidelli, essendo Quartararo finito nel ghiaione. Dopo questa lunga ma doverosa premessa, passiamo a capire qual è la situazione del campionato costruttori in MotoGP. E’ una corsa a 3 quella che andrà in scena nell’ultimo GP di stagione a Portimao. Sono ancora in lotta per il titolo, infatti, Suzuki, a quota 201 punti, Ducati, a pari merito dei giapponesi, e Yamaha, staccata di 13 punti dalla vetta.

Quarta, invece, KTM con 175 punti, ma fuori dalla corsa al titolo per un solo punto. Sono 26, infatti, le lunghezze di distacco dalla vetta e 25, massimo, i punti a disposizione a Portimao. Consolidate, invece, la quinta e la sesta posizione, che non potranno più cambiare per quest’anno e occupate rispettivamente da Honda (133 pt) e Aprilia (43 pt). La sfida, dunque, sarà soprattutto tra Ducati e Suzuki. Le ultime gare sembrano dare maggiori chance alla squadra di Davide Brivio per raggiungere quello che a inizio anno sembrava un obiettivo impensabile. Ossia, una doppietta tra campionato piloti, vinto ben 20 anni dopo l’ultima volta di Kenny Roberts, e costruttori.

Corsa a 3 per il mondiale costruttori. KTM fuori dai giochi per un punto
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