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Calendario MotoGP: Spagna sì, Italia forse. A rischio le gare extra europee

Il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta, ha anticipato dei dettagli sul possibile calendario 2020. Resta il dubbio in caso di positività al Covid-19. Per la guida medica, Gerard Saillant, si può correre ugualmente

Entro due settimane. Questo il tempo limite che ha la MotoGP per stilare il calendario definitivo della stagione 2020. Il Motomondiale, dunque, sembra destinato a partire, anche se non si sa ancora quando. Probabilmente a fine luglio, o al massimo entro agosto, per poi estendersi fino ai primi di novembre. Il tutto, ovviamente, si basa sul decorso della pandemia nei vari continenti dove sono collocati i circuiti del campionato.

Insomma, maggio diventa un mese caldo per conoscere quando, come e dove si correrà. Una cosa è certa, sarà un calendario anomalo rispetto a quello cui siamo abituati. Non ci sarà lo stesso numero di gare. Si parla di un massimo di 10-14 Gran Premi. Inoltre, non tutti i paesi saranno coinvolti. Al momento ne risulterebbero solo 5. Molte corse, infatti, sono già state cancellate e non è detto che il motomondiale si possa correre al di fuori dei circuiti europei.

Carmelo Ezpeleta, a tal proposito, sta lavorando alacremente. Il CEO della Dorna, infatti, sta intrattenendo conversazioni serrate con i paesi dell’UE che figuravano nel calendario prima dell’emergenza COVID-19. In particolare Spagna e Italia, dove la situazione è pressoché la stessa. Dalla penisola iberica fanno sapere di essere pronti a ospitare almeno due tappe del mondiale. Si parla di Jerez de la Frontera e della Catalogna. Mugello e Misano Adriatico, al momento, rimangono in stand-by, in attesa del protocollo definitivo del Governo sulle manifestazioni sportive. A dirlo è lo stesso Ezpeleta su Paddok TV:

“So che in Italia la situazione non è molto buona ma non è peggio che in Spagna. Stiamo parlando con le autorità spagnole. Quando conosceremo il protocollo di Italia, Spagna e altri paesi, decideremo e esamineremo le possibilità di tutti”.

Solo a settembre, invece, sarà possibile definire se l’espatrio al di fuori del vecchio continente sia un’opzione concreta. Infatti, restano in piedi nel calendario i gran premi di Thailandia, Malesia, Giappone, Australia, Texas e Argentina. La fattibilità dei GP extra europei, però, dipende da due fattori: o le gare potranno disputarsi a porte aperte, o, in caso contrario, gli organizzatori dovranno risarcire Dorna.

Le regole per gli addetti ai lavori saranno rigide, simili a quelle della Formula 1. Il personale che arriverà da fuori i paesi europei dovrà osservare due settimane di quarantena. Tutti i membri ammessi al circuito dovranno aver superato un test di 4 giorni antecedente l’evento. Tutti saranno sottoposti al controllo della temperatura. Piloti e commissari di circuito potranno entrare in contatto solo in caso di incidente.

La domanda, infine, che tutti si pongono: se un pilota o un addetto ai lavori risultasse positivo durante un Gran Premio, che cosa succederebbe? A rispondere è la guida medica della FIA, Gerard Saillant. Il luminare ha affermato che il GP non andrebbe cancellato dal calendario, ma corso nonostante tutto. Inoltre, saranno necessari test rapidi per poter isolare le persone eventualmente positive.

Calendario MotoGP: Spagna sì, Italia forse. A rischio le gare extra europee
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