159, 169 e Duetto: uno sguardo all’Alfa Romeo di domani
Se da un lato la crisi economica globale ha costretto Alfa Romeo a rimandare il tanto annunciato ed atteso sbarco negli States al 2011 (se ne parla dal 2006…), dall’altro non ne impedirà il raggiungimento dell’ormai arcinoto obiettivo delle 300.000 vendite annue. Come?
Alla MiTo ben avviata e forse già Auto dell’Anno 2009, il prossimo anno si affiancherà la nuova 149. E poi si metterà mano alla ancora recente ma troppo pesante 159, a partire dai motori con l’introduzione dei nuovi 1.4 e 1.8 T-Jet che faranno da apripista al nuovo modello. Ma non è tutto.
C’è da proporre, dopo l’uscita di scena della 166 lo scorso anno, una nuova ammiraglia degna di questo nome che rispolveri la grande tradizione delle berline a trazione posteriore con motore V6 della Casa del Portello interrottasi nel 1987 con l’uscita di scena dell’Alfa 6 (allora chiamata “Alfettona”) e il debutto della 164 a trazione anteriore e figlia del progetto che coinvolgeva Fiat, Lancia e Saab rispettivamente con la Croma, la Thema e la 9000.
L’ammiraglia e l’inedito SUV rappresenterebbero la chiave per spalancare le porte del mercato americano. Ma siccome l’AD De Meo ha promesso un numero elevato di nuovi modelli, ecco riaffiorare anche la suggestiva ipotesi Duetto: “Se dovessi immaginare l’equivalente della Fiat 500 con il marchio Alfa Romeo, non avrei dubbi e farei rinascere la Duetto“.
Non resta che passare dai numeri (149, 159, 169) alle parole, sia perchè molto probabilmente la nomenclatura dei nuovi modelli Alfa tornerà all’impiego di nomi propria, sia perchè la concorrenza non resta a guardare.
Nella gallery di CommunicaGroup le ricostruzioni dell’Alfa Duetto secondo AutoWeek, un’ipotesi di Alfa Cabrio realizzata da Fabio Caria e la 169 immaginata da Omniauto.
[Via | MotorAuthority, Omniauto, Autoweek]
da Simone
Ultimo commento:
di ezio il 01/1/70
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ottobre 31st, 2008 at 15:02
Solo fantaindustria. La realtà purtroppo è ben diversa da quella immaginata nell’articolo e il management Fiat ignora sistematicamente, in occasione del lancio di un nuovo modello, i desideri del popolo alfista. Non penseranno mica di salvare il marchio, e fare la concorrenza a BMW e Audi, rispolverando i gloriosi nomi del passato senza applicarci sopra tecnologia e contenuti all’avanguardia. Dopo tante delusioni ormai non credo se non vedo.
ottobre 31st, 2008 at 18:16
Guarda caro salvo che se apri i pannelli delle marche tedesche che tu citi i componenti sono quasi tutti “made in china”; mentre se togli i pannelli a una vettura del gruppo Fiat quasi tutto è nostrano e il rimanente “made in Brasil”, direi che non è poco!
novembre 3rd, 2008 at 08:37
Non intendevo dire la componenstistica, e cmq ormai tutti vanno a produrre in Cina, ma parlavo dell’Hardware di un’auto. Audi lavora sui pianali modulari in alluminio da oltre un decennio, in BMW non passa giorno che non affinano qualche componente meccanico e/o eletronico. Basta guardare i listini di Alfa, Audi e BMW per vedere come sono composte le rispettive gamme, non serve aggiungere altro. Noi possiamo parlare da qui all’infinito ma se confrontiamo i dati di vendita delle 3 marche in esame l’Alfa le prende di brutto. Audi e BMW (stra)vendono ai 4 angoli del globo, Fiat si accontenta del cortile di casa. Non parlo da esterofilo, ma da alfista delusissimo.
novembre 8th, 2008 at 20:40
Quoto in parte le osservazioni dell’amico Salvo anche se non posso fare a meno di rilevare che l’ingresso di Fiat ha consentito al Marchio di Arese almeno di sopravvivere negli ultimi anni, non dimentichiamo che l’alternativa allora si chiamava Ford e visto come vanno le cose non avremmo fatto di sicuro una buona fine. Certo da Alfista ognuno di noi vorrebbe vedere realizzati i propri sogni, quelli che hanno fatto grande l’Alfa Romeo nella storia dell’automobile ma come si dice “Senza soldi non si canta Messa”
Ora c’è la MiTo va bene, speriamo che venda ma poi Alfa deve pensare auto di grandi prestazioni e non solo piccole per assecondare la moda del momento.
Abbiamo i migliori V8 al mondo: Vogliamo usarli ? O pensano di muovere la 159 col 1.4 turbobenza ?
Che fine ha fatto il “Polo del lusso” che avrebbe dovuto vedere stretta collaborazione tecnica fra Alfa e Maserati ? Era solo una operazione di marketing ?
Da Alfista profondamente legato al Marchio, non immagino nemmeno di cambiare per qualcosa d’altro però mi attenderei finalmente una risposta all’altezza delle aspettative. Ciao !
dicembre 23rd, 2008 at 00:47
La “166″ è stata una meravigliosa automobile! Io ne ho posseduta una 2.4 JTD dal 1999 al 2004, nera, con cerchi in lega Antera, ed era bellissima!!! Ricordo che quando la ritirai, in giro ne circolavano ancora poche perchè era stata commercializzata qualche mese prima, nei parcheggi la gente si fermava ad ammirarla! Un giorno il proprietario di una BMW “serie 5″ parcheggiò la sua auto per guardarsi la mia “166″ per oltre un quarto d’ora. Peccato che ormai siano trascorsi 10 anni dalla messa in commercio, e della nuova “169″ ancora non si sa nulla!. Io nel frattempo ho sostituito, da alcuni anni, la mia “166″ con una Jaguar. Se ci fosse stato nel frattempo il nuovo modello, forse…… potevo restare in casa Alfa Romeo!
giugno 18th, 2009 at 21:54
Ho comprato una 159 e ho dovuto rivenderla per disperzione a soli 24000 km.
Consumi da SUV
Acqua nel bagagliaio nel fanale.Giunti dei semiassi completamente arrivati a 18000 km. Pomello del cambio che vibra come la coda di un serpente a sonagli. E, dulcis in fundo, rimango per strada con la famiglia per la rottura della frizione.
Ho posseduto BMW e Mercedes che in 150000 e 180000 km rispettivamente non mi hanno dato alcun problema.
Un mio amico dopo anni di possesso sta ancora cercando di risolvere i problemi elettronici della sua 156.
Ricordo la 1750 e la 2000 berlina di mio padre quelle si che erano alfa.
Ormai sono solo bidoni FIAT capace di fare auto solo sino 1300 cc.
Come qualita’ ormai siamo secondi a chiunque.
Peccato era bella l’Alfa cosi’ come era bella la Lancia ma sono cose che non esistono piu’ come L’Africa di Heminguey.
Se un giorno torneremo grazie all’apporto di marchi stranieri a fare Alfa di qualita’ io saro il primo a comprarla.
EZIO